L’offerta Eni Fixa Time 24 promette il 30% di sconto, ma dall’1 ottobre il listino di partenza è salito del 21%: Consumerismo ha segnalato il caso ad Agcm e Arera
L’offerta Eni per luce e gas a prezzo fisso arriva con uno sconto del 30% e un prezzo bloccato per due anni. Il punto è che dall’1 ottobre quello sconto si applica a un listino più caro del 21% rispetto a quello in vigore il 30 settembre.
Tradotto per chi sta valutando il cambio fornitore: la percentuale è aumentata, il prezzo finale no. Consumerismo ha chiesto chiarimenti alla società e ha inviato una segnalazione all’Antitrust e ad Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente).
Che cosa cambia nell’offerta Eni dall’1 ottobre
La promozione è stata annunciata il 29 settembre su Fixa Time 24, la proposta a prezzo fisso di Eni Plenitude. Fino al 30 settembre lo sconto sui corrispettivi a consumo era del 15% per chi arrivava da un altro fornitore. Dall’1 ottobre sale al 30%, ma su valori di partenza più alti.
| Corrispettivo | Fino al 30 settembre | Dall’1 ottobre |
|---|---|---|
| Luce (euro/kWh) | 0,1716 | 0,2079 |
| Gas (euro/Smc) | 0,72 | 0,87 |
Eni sostiene di tenere invariati i prezzi della materia prima, facendosi carico dei recenti aumenti dei costi di approvvigionamento. Se i costi all’ingrosso sono davvero cresciuti, bloccarli per due anni ha un valore. Resta il fatto che si tratta di un prezzo fermo, non di un taglio del 30% della bolletta.
«Non contestiamo che Eni tenga fermi i prezzi: se i costi salgono, è una buona notizia. Contestiamo che questo venga raccontato come uno sconto del 30% e come 200 euro di risparmio – afferma Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo -. Chiediamo a Eni di chiarire perché il listino della sua offerta sia salito del 21% esattamente il giorno in cui è partita la promozione».
Quanto resta fuori dallo sconto
La percentuale riguarda solo i corrispettivi a consumo. Tutto il resto della bolletta non si tocca, e pesa.
Fuori dallo sconto restano il contributo di commercializzazione, pari a 144 euro l’anno per fornitura, cioè 288 euro per chi attiva luce e gas insieme; un corrispettivo una tantum di 35 euro più Iva per attivazione o voltura con cambio fornitore; il dispacciamento sulla luce, che si paga a parte; oneri di sistema, costi di rete, accise e Iva, che da soli valgono più della metà dell’importo finale.
Il prezzo bloccato ha un’eccezione
Le condizioni economiche del gas prevedono che Plenitude possa modificare il prezzo per includere i costi delle quote Ets2 dal 2027, o anche più avanti. Il blocco biennale, quindi, non è assoluto: vale fino a quando non entra in gioco quella voce.
È un dettaglio contrattuale, ma su un impegno di ventiquattro mesi conviene leggerlo prima della firma.
Come confrontare davvero due offerte
Il metodo è sempre lo stesso, e non parte dalla percentuale. Consumerismo suggerisce tre passaggi.
Il primo è confrontare il prezzo finale e la spesa annua complessiva sul Portale offerte di Arera, che ordina le proposte del mercato liberoNel mercato libero dell’energia il prezzo di luce e gas non ... in base ai consumi reali indicati in bolletta.
Il secondo è sommare al prezzo a consumo i costi di commercializzazione e le altre voci fisse: è lì che una promozione generosa sulla carta può perdere gran parte del vantaggio.
Il terzo riguarda chi è nel Servizio a tutele graduali per la luce. In quel regime la quota fissa è oggi negativa, cioè viene restituita: prima di uscirne conviene verificare se il cambio conviene davvero.