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Eltif retail, si entra con mille euro

Eltif retail, infrastrutture e mercati privati

Gli Eltif retail scendono a mille euro di soglia minima: nello stesso giorno Ardian e Lfde lanciano due fondi evergreen sui mercati privati

Gli Eltif retail abbassano ancora l’asticella d’ingresso. Il 29 settembre sono arrivati due fondi sui mercati privati aperti anche ai risparmiatori non professionali: si parte da mille euro con Lfde e da 10mila con Ardian.

Due lanci nello stesso giorno non sono una coincidenza. Gli Eltif 2.0, la versione rivista del regolamento europeo sui fondi di investimento a lungo termine, hanno tolto i vincoli che tenevano private equity, debito privato e infrastrutture fuori dalla portata di chi non ha un patrimonio da cliente private.

Quanto serve per entrare

Ardian Access Infrastructure Eltif LFDE EPM Private Opportunities Eltif
Soglia minima 10mila euro Mille euro
Struttura Evergreen, comparto di Ardian Access Series Evergreen, feeder su un master francese
Su cosa investe Infrastrutture: energia, digitale, trasporti Fondo di fondi multi-asset: direct lending, private equity, infrastrutture
Versamenti Anche su base mensile Sottoscrizione tramite la piattaforma Titanbay
Mille euro
La soglia minima d’ingresso del fondo LFDE, la più bassa fra i due Eltif retail presentati il 29 settembre

Dove finiscono i soldi

Ardian Access Infrastructure Eltif punta sulle infrastrutture private e si concentra su tre settori: energia, infrastrutture digitali e trasporti. Il gruppo gestisce 200 miliardi di dollari fra private equity, real asset e private credit, di cui 45 miliardi sulla sola piattaforma infrastrutturale, con circa 80 professionisti distribuiti su otto uffici fra Europa e Americhe.

Il fondo lavora su due binari. Da un lato gli investimenti diretti e i co-investimenti, dall’altro l’acquisto di quote di fondi già avviati sul mercato secondario, un’attività che per Ardian vale da sola 61 miliardi di asset in gestione. Il baricentro resta sui mercati europei sviluppati. La distribuzione passa da iCapital, piattaforma dedicata ai consulenti patrimoniali.

Lfde Epm Private Opportunities Eltif segue una strada diversa. È un fondo di fondi in architettura aperta, che affida i capitali a gestori specializzati nel direct lending alle imprese, nel private equity e nelle infrastrutture, sia sul fronte del capitale sia su quello del debito. Tecnicamente si tratta di un feeder che investe in un solo fondo master francese, Lbpam Private Opportunities, che ha già raccolto 336 milioni di euro e assunto impegni verso 12 fondi sottostanti.

La differenza pratica è il grado di diversificazione. Il veicolo di Ardian concentra l’esposizione su un’unica asset class, quello di Lfde la distribuisce su più strategie, aree geografiche e annate di investimento.

Il nodo della liquidità

Entrambi i veicoli sono evergreen, cioè a durata perpetua: non hanno la scadenza predefinita dei fondi chiusi tradizionali. Questo però non equivale a poter uscire quando si vuole.

Gli Eltif restano strumenti illiquidi e comportano il rischio di perdita parziale o totale del capitale, come Ardian mette nero su bianco nella documentazione del lancio. I rimborsi seguono finestre periodiche e possono prevedere tetti quantitativi. È la variabile da controllare sul documento informativo prima di firmare, più ancora della soglia minima.

Perché proprio adesso

«Riteniamo che questo sia un momento particolarmente favorevole per investire in infrastrutture – spiega Daniel von der Schulenburg, chief operating officer infrastructure di Ardian -. In tutta Europa sono necessari investimenti significativi per sostenere la transizione energetica, rafforzare la sicurezza energetica e realizzare la prossima fase della digitalizzazione».

Il punto che interessa il risparmiatore è un altro: i ricavi delle infrastrutture essenziali sono spesso regolamentati o fissati per contratto e indicizzati all’inflazione. Da qui la promessa di flussi di cassa ricorrenti e meno sensibili al ciclo economico.

Sul versante opposto, Lfde rivendica la scelta di non puntare tutto su un solo tema. «I mercati privati sono ormai una componente essenziale di un portafoglio a lungo termine – afferma Anne-Sophie Girault, head of international development della società -. Questo approccio consentirà agli investitori di beneficiare di una diversificazione in termini di strategie, aree geografiche e anni di lancio».

A chi possono servire davvero

La soglia bassa non basta a rendere un Eltif adatto a tutti. Serve denaro che si possa lasciare fermo per anni, perché il capitale rientra con i tempi delle operazioni sottostanti e non con quelli di un fondo azionario.

Restano poi da soppesare due voci. I costi, che nei mercati privati sono strutturalmente più alti di quelli di un Etf o di un fondo tradizionale. E il peso in portafoglio: una quota contenuta ha senso come elemento di diversificazione, una quota ampia trasforma un portafoglio liquido in un portafoglio bloccato.

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