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Rendimenti Treasury oltre il 5%, il rischio è la velocità

Bandiera degli Stati Uniti

I rendimenti Treasury a 10 anni sono al 5,2% e gli asset di rischio tengono: la minaccia non è il livello raggiunto, ma la rapidità con cui il mercato ci è arrivato

di Laura Cooper, global investment strategist e head of macro credit di Nuveen

Laura Cooper, global investment strategist e head of macro credit di Nuveen
Laura Cooper, global investment strategist e head of macro credit di Nuveen

Per gran parte dell’estate il 5% sui Treasury statunitensi a 10 anni è stato descritto come la soglia oltre la quale i mercati non avrebbero potuto spingersi senza una crisi. Oggi il rendimento decennale è al 5,2% e gli asset di rischio continuano a reggere. Segno che il livello, di per sé, non è mai stato la vera minaccia.

Il problema non è il livello, è la velocità

L’ultima settimana ha portato un nuovo rialzo dei rendimenti, con il decennale sopra il 5% dopo vendite pesanti su tutta la curva dei titoli del Tesoro. Un indicatore della volatilità implicita dei tassi è salito al livello più alto da marzo.

I mercati sanno convivere con un rendimento sopra il 5% se ci arrivano gradualmente. Gli investitori hanno il tempo di riequilibrare i portafogli, le imprese e le valutazioni azionarie si adattano a un costo del denaro più alto seguendo i propri tempi. Un repricing rapido è un’altra cosa. Chi ha obbligazioni assorbe perdite ai prezzi di mercato, e qualcuno è costretto a ridurre posizioni o leva finanziaria nel momento peggiore, contribuendo a inasprire le condizioni finanziarie.

Con i rischi di inflazione nel breve ancora orientati al rialzo e i prezzi dell’energia elevati, la parte lunga della curva ha poche protezioni contro una nuova fase di turbolenza, anche dopo quest’ultimo riposizionamento.

Perché le azioni sembrano indifferenti

La volatilità azionaria è rimasta sorprendentemente contenuta durante la tempesta obbligazionaria, con il Vix ai minimi storici nonostante il balzo della volatilità dei tassi. Gli utili solidi hanno dato alle azioni un margine di sicurezza sufficiente ad assorbire, finora, la salita dei rendimenti.

Il rischio maggiore per il mercato azionario è che cambi la ragione per cui i rendimenti salgono. Le azioni convivono bene con un rialzo trainato da aspettative di crescita robuste, perché utili in aumento compensano un tasso di sconto più alto. Il contrappeso si indebolisce molto quando a spingere sono l’inflazione o un term premium più elevato. Per ora gli utili hanno la meglio, e la visione sugli asset di rischio resta positiva. Le trimestrali del terzo trimestre diranno se la situazione può durare.

Che cosa sta succedendo nel credito

Fino a poco tempo fa il mercato del credito aveva ignorato le vendite. I rendimenti complessivi erano abbastanza alti da attrarre capitali, e la solidità dei bilanci teneva sotto controllo i timori di insolvenza e gli spread. Nell’ultima settimana qualcosa è cambiato, e il segmento high yield ha subito il peso maggiore della revisione dei prezzi.

Resta una rivalutazione, non una crisi: il denaro continua ad affluire nell’asset class e il mercato assorbe senza particolari difficoltà un flusso di emissioni voluminoso. Il rischio è che gli spread si allarghino ancora mentre i rendimenti dei titoli di Stato restano alti. A pagarne le conseguenze per prime sarebbero le società impegnate a rifinanziare debito contratto quando i tassi erano più bassi.

Dove i rendimenti Treasury premiano la selettività

Con i rendimenti sui massimi, la pazienza viene ricompensata. La volatilità sta creando spazio per scelte più selettive su duration e qualità creditizia. Quattro indicazioni operative.

Non comprare sui ribassi, per ora. La sottoesposizione alla duration statunitense è stata ridotta, perché le valutazioni sono migliorate, ma i rischi al rialzo per i rendimenti a lunga restano. Se l’aumento dei prezzi del gasolio dovesse trasferirsi sull’inflazione di fondo, quel rischio crescerebbe.

Qualità e carry. Nel credito conviene ottenere carry con emittenti di qualità più alta, invece di scendere lungo la scala del merito creditizio a caccia di rendimento aggiuntivo. Il rincaro dei costi di rifinanziamento rende la selezione nell’high yield ancora più importante, mentre le distorsioni di prezzo nel credito cartolarizzato stanno creando punti d’ingresso più interessanti.

Opportunità selettive nei senior loan. I senior loan a tasso variabile offrono un buon rendimento senza aggiungere duration, con il mercato dei broadly syndicated loan sopra il 9 per cento. La posizione favorevole nella struttura del capitale offre una certa protezione. Ma tassi più alti più a lungo hanno un effetto ambivalente: i finanziatori incassano più interessi, mentre la copertura degli interessi si deteriora presso gli emittenti di qualità inferiore.

I mercati emergenti come diversificazione. Alcune delle preoccupazioni fiscali e inflazionistiche un tempo associate ai mercati emergenti si sono spostate sui mercati sviluppati. Molte banche centrali emergenti sono arrivate a questa fase con tassi reali più elevati e politiche più ortodosse, e basi di investitori locali più ampie ne hanno rafforzato la resilienza.

Che cosa guardare adesso

L’indice Pce core e i dati sull’occupazione statunitense attesi in settimana saranno particolarmente importanti. Anche risultati relativamente favorevoli, però, difficilmente rafforzerebbero la narrativa restrittiva. Un’inflazione ancora ostinata e un mercato del lavoro stabile continuerebbero a esercitare pressione sui rendimenti, senza però innescare un’altra gamba al rialzo della correzione.

Per approfondire

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