Mercati privati

Venture capital, come un fondo punta sulle startup e quando restituisce il denaro a chi ha investito

Uomo che disegna schemi di un’impresa su una parete

Il venture capital finanzia società giovani a rischio elevato: come funziona un fondo, che cosa sono capital call e closing e perché pochi investimenti producono quasi tutto il rendimento

Un fondo di venture capital raccoglie denaro da investitori e lo impiega in startup agli inizi, sapendo che molte falliranno e che poche, crescendo molto, dovranno ripagare tutte le altre.

Come è fatto un fondo

Il fondo è un veicolo chiuso: una volta raccolti i capitali, nessuno può uscire prima della scadenza, di solito fissata intorno ai dieci anni. Il gestore, detto general partner, decide dove investire. Gli investitori, i limited partner, si impegnano a versare una somma (il commitment) ma non la consegnano subito. Il denaro viene richiamato a tranche con le capital call, le richieste di versamento che il gestore invia man mano che individua società su cui puntare.

Che cos’è il closing

La raccolta procede per tappe. Il first closing è la prima chiusura delle sottoscrizioni, quando gli impegni raccolti bastano per iniziare a investire; il final closing, di solito entro uno o due anni, chiude definitivamente la raccolta. La cifra del primo closing misura la fiducia ottenuta dal gestore presso gli investitori, non il rendimento che il fondo produrrà.

Come si guadagna, e quando

Il rendimento segue una logica di pochi vincitori. Su dieci startup, per esempio, quattro o cinque possono fallire, tre o quattro restituire appena il capitale e una o due crescere tanto da ripagare l’intero fondo. Il guadagno si realizza solo con l’uscita (exit): la vendita della società a un gruppo più grande oppure la quotazione in Borsa. Nei primi anni il risultato è di norma negativo, per via dei costi e delle svalutazioni: l’andamento disegna la cosiddetta curva a J.

Costi e accesso

Il gestore incassa di solito una commissione annua di gestione, spesso intorno al 2% dell’impegno, e una quota dei profitti, il carried interest, in genere il 20%, riconosciuta oltre una soglia minima di rendimento. Per il piccolo risparmiatore l’accesso diretto è limitato: molti fondi sono riservati a investitori professionali, con sottoscrizioni minime elevate. Le strade più praticabili passano da fondi di fondi e da Eltif (i fondi europei di investimento a lungo termine), che però bloccano il capitale per anni.

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