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Taglio accise gasolio, al pieno si risparmiano 2,44 euro

Erogatori di carburante con la pistola del gasolio in un distributore

Il taglio delle accise sul gasolio vale 4,88 centesimi al litro fino al 7 novembre, ma nel primo giorno di applicazione i prezzi alla pompa non si sono mossi

Il taglio delle accise sul gasolio è scattato il 28 ottobre e resta in vigore fino al 7 novembre. Lo sconto vale 4,88 centesimi al litro con l’Iva compresa: su un pieno da 50 litri sono 2,44 euro. La benzina, invece, resta fuori.

A disporlo è un decreto interministeriale firmato dal Mef (Ministero dell’economia e delle finanze) insieme al Mase (Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica). La riduzione riguarda soltanto il gasolio usato come carburante e si esaurisce dopo 11 giorni, salvo proroghe.

Quanto vale il taglio delle accise sul gasolio

La misura abbassa l’imposta sul diesel di 4,88 centesimi al litro, Iva inclusa. Tradotta in spesa, significa 2,44 euro in meno su un rifornimento da 50 litri e 1,22 euro su uno da 25. Per chi fa due rifornimenti nel periodo coperto dal provvedimento, il beneficio complessivo resta sotto i cinque euro.

Il taglio vale 2,44 euro su un pieno da 50 litri di gasolio e scade il 7 novembre

Il punto di partenza è alto. Secondo la rilevazione del Mase aggiornata al 26 ottobre, che fotografa la media della settimana precedente, il gasolio self-service viaggiava a 2,247 euro al litro e la benzina a 2,006. Il diesel, cioè, costa più della verde di quasi un quarto di euro al litro, una anomalia che dura ormai da mesi.

CarburantePrezzo medio self-serviceVariazione settimanale
Benzina2,006 euro al litro-0,010
Gasolio auto2,247+0,002
Gpl0,789+0,003
Fonte: Mase, rilevazione del 26 ottobre 2026 sulla media dal 19 al 25 ottobre

Perché alla pompa non si è visto niente

Il primo giorno di sconto è passato senza lasciare traccia sui listini. Nella rilevazione del Mimit (Ministero delle imprese e del made in Italy) citata da Assoutenti, il 28 ottobre il prezzo medio del gasolio è rimasto a 2,261 euro al litro, lo stesso livello del giorno precedente. Il vantaggio fiscale, in altre parole, non è stato trasferito agli automobilisti.

«Chiediamo al governo di vigilare attentamente sulla corretta applicazione del taglio delle accise, anche avvalendosi degli strumenti di controllo affidati a Mister Prezzi e alla Commissione di allerta rapida – afferma Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti -. Pur trattandosi di una riduzione minima, è importante che in questa fase di emergenza anche il più piccolo vantaggio sia trasferito in modo immediato ai consumatori finali».

Chi resta fuori

Fuori dallo sconto c’è la benzina, che pure si mantiene stabilmente sopra i due euro al litro. Ed è il motivo per cui le associazioni dei consumatori hanno accolto il provvedimento senza entusiasmo: il Codacons parla di un mini-taglio tardivo, atteso dal 6 ottobre, quando era scaduta la riduzione precedente, e lo definisce una elemosina che non risolve l’emergenza sui prezzi dei carburanti.

L’associazione aggiunge un argomento che riguarda da vicino i bilanci familiari: il caro carburanti non si ferma al distributore, ma si scarica sui costi del trasporto merci e quindi sui prezzi al dettaglio, con un doppio effetto sulle famiglie.

Che cosa conviene fare entro il 7 novembre

Il provvedimento ha una scadenza precisa e ravvicinata. Chi può programmare i rifornimenti ha quindi una finestra stretta, che si chiude il 7 novembre, per concentrare i pieni di gasolio. A questo si aggiungono i tetti volontari ai prezzi introdotti dai principali marchi petroliferi, che restano in vigore fino a dicembre e che in alcune regioni pesano più dei quattro centesimi decisi dal governo.

Il confronto tra i distributori, infine, continua a fare la differenza più del provvedimento fiscale: tra l’impianto più caro e quello più economico della stessa zona lo scarto supera spesso i dieci centesimi al litro, il doppio dello sconto appena introdotto.

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