Materie prime

Crack spread, perché il margine di raffinazione fa salire il gasolio più del greggio

Pozzi petroliferi al tramonto

Il crack spread, la differenza tra il prezzo dei prodotti che escono dalla raffineria e quello del greggio che entra, spiega perché il gasolio può rincarare anche quando il barile resta fermo

Il crack spread è la differenza tra il prezzo dei prodotti ottenuti dalla raffinazione, come gasolio e benzina, e quello del petrolio greggio da cui derivano. Misura il margine lordo di una raffineria per ogni barile lavorato. Quando si allarga, i carburanti costano di più anche se il greggio non si muove.

Da dove viene il nome

Il termine nasce da cracking, il processo con cui le molecole pesanti del greggio vengono spezzate in componenti più leggeri. Una raffineria compra greggio e vende un paniere di prodotti: benzina, gasolio, cherosene per gli aerei, olio combustibile. Il suo guadagno dipende da quanto i secondi valgono più del primo.

Come si calcola il crack spread

La versione più semplice confronta un solo prodotto con il greggio, per esempio il gasolio con il Brent (il greggio di riferimento europeo), con entrambi i prezzi espressi per barile. Quella più usata sui mercati americani è il 3-2-1: da tre barili di greggio si ricavano due barili di benzina e uno di gasolio, e lo spread è la differenza tra il valore dei prodotti e il costo del greggio, divisa per tre.

Un esempio con numeri
Con il Brent a 90 dollari al barile e il gasolio a 130, il crack spread sul gasolio è di 40. Se il greggio resta a 90 e il gasolio sale a 150, lo spread passa a 60: il carburante rincara di 20 senza che il greggio sia cambiato. Le cifre sono di fantasia e servono solo a mostrare il meccanismo.

Perché il gasolio può staccarsi dal greggio

Il greggio è la materia prima, il gasolio è un prodotto finito, e i due mercati non si muovono sempre insieme. Se la capacità di raffinazione si riduce, per guasti, manutenzioni o danni agli impianti, i prodotti scarseggiano prima del greggio. Lo stesso accade quando le scorte si assottigliano o le rotte commerciali si interrompono e i carburanti devono arrivare da più lontano. In questi casi il prezzo del gasolio sale per conto proprio e il crack spread si allarga.

Il gasolio è anche il carburante del trasporto merci, dell’industria e dell’agricoltura, una domanda poco comprimibile nel breve periodo. Per questo lo spread tende a reagire in fretta alle strozzature dell’offerta.

Che cosa cambia alla pompa

Il prezzo alla pompa segue il costo del prodotto raffinato, non quello del greggio, a cui si aggiungono accise, Iva e margini di distribuzione. Guardare solo il Brent può quindi dare un’idea incompleta: un gasolio caro con un greggio stabile è il segnale tipico di un crack spread in ampliamento.

Perché interessa agli investitori

Il crack spread è il principale indicatore di redditività per le società di raffinazione: se si allarga i margini crescono, se si stringe si assottigliano. Esiste anche un mercato di contratti derivati sugli spread, usato da raffinatori e operatori per proteggersi dalle oscillazioni. Per chi segue i listini dell’energia il dato aiuta a distinguere un rincaro dovuto al greggio da uno dovuto alla fase di raffinazione.

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