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Offerte a prezzo fisso, il mercato libero le sta ritirando

Bollette luce e gas, il conto dei costi con valvola del termosifone e calcolatrice

Le offerte a prezzo fisso su luce e gas si stanno riducendo dopo il balzo delle quotazioni all’ingrosso, mentre l’inflazione di agosto risale al 3,3% spinta dagli energetici

Le offerte a prezzo fisso su luce e gas si stanno assottigliando proprio mentre le bollette ricominciano a correre. Chi ha in corso un contratto a prezzo bloccato si ritrova in mano un vantaggio destinato a pesare nei prossimi mesi. Chi deve ancora sceglierne uno rischia invece di trovare meno alternative, e a condizioni peggiori.

A segnalare il fenomeno è Consumerismo No Profit, che parla apertamente di emergenza nazionale sul fronte energetico. Secondo l’associazione, dopo l’impennata delle quotazioni gli operatori del mercato libero stanno progressivamente ritirando proprio le proposte che mettevano il cliente al riparo dalle oscillazioni.

Perché le offerte a prezzo fisso si stanno riducendo

Il meccanismo è semplice. Chi vende energia a prezzo bloccato si assume il rischio di comprarla più cara di quanto la rivende. Quando le quotazioni all’ingrosso salgono in modo rapido e imprevedibile, quel rischio diventa costoso da coprire e le offerte spariscono dai listini o si spostano su livelli molto più alti.

Secondo le stime di Consumerismo, considerando oneri di sistema, trasporto, imposte e quote di commercializzazione, il prezzo finale del gas rischia di arrivare a 2 euro al metro cubo, mentre quello dell’elettricità si avvicinerebbe a 0,50 euro al chilowattora. Sono proiezioni dell’associazione, non dati ufficiali, ma indicano la direzione.

Che cosa dicono i numeri Istat

I dati definitivi dell’Istat sui prezzi al consumo di agosto confermano il quadro. L’indice generale segna un aumento del 3,3% su base annua, in accelerazione dal 2,9% di luglio. A trainare è quasi soltanto l’energia.

Voce Luglio 2026 Agosto 2026
Indice generale (Nic) +2,9% +3,3%
Energetici regolamentati +14,8% +18,6%
Energetici non regolamentati +11,4% +17,0%
Beni durevoli +0,7% +1,3%
Alimentari non lavorati +3,6% +3,8%
Inflazione di fondo +1,6% +1,5%

Fonte: Istat, prezzi al consumo di agosto 2026, dati definitivi (variazioni tendenziali)

Il dettaglio più interessante è proprio quello sull’inflazione di fondo, calcolata al netto di energia e alimentari freschi: scende all’1,5 per cento. Vuol dire che il resto del carrello è tranquillo e che quasi tutto il rialzo arriva dalla bolletta e dal pieno di carburante.

Quanto pesa sulla spesa delle famiglie

Con l’inflazione al 3,3% la famiglia tipo spende 1.091 euro in più all’anno a parità di consumi. Per una coppia con due figli il conto sale a 1.507 euro

Le stime sono del Codacons, che parla di rincari destinati ad allargarsi dai carburanti agli altri beni al dettaglio. L’avvicinarsi della stagione termica, con i consumi di gas in aumento, rende il tema tutt’altro che teorico.

Sulla stessa linea Assoutenti, che chiede al governo un intervento sulla fiscalità delle bollette. «I dati Istat confermano l’allarme lanciato proprio ieri da Assoutenti, che evidenziava come il prezzo del gas abbia registrato sui mercati una impennata del 146% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le quotazioni dell’energia elettrica segnano un +93% – spiega il presidente Gabriele Melluso -. Tensioni che si sono riflesse sul dato dell’inflazione».

Le richieste delle associazioni convergono su pochi punti: taglio dell’Iva su luce e gas, azzeramento degli oneri di sistema, moratoria sui distacchi per morosità e proroga delle tutele graduali per le fasce vulnerabili. Nessuna di queste misure è però al momento sul tavolo del governo.

Che cosa conviene fare adesso

Il primo controllo riguarda il proprio contratto. Chi ha già un prezzo bloccato deve verificare la data di scadenza: alla fine del periodo la fornitura passa in automatico alle condizioni indicate nel contratto, che oggi sarebbero molto più care.

Chi è invece a prezzo variabile può confrontare le proposte ancora disponibili sul Portale Offerte di Arera, l’unico strumento pubblico e gratuito che mette a confronto tutte le offerte del mercato libero. Attenzione a due voci spesso trascurate: la durata della garanzia di prezzo e la quota fissa di commercializzazione, che non dipende dai consumi.

Resta poi il bonus sociale per luce e gas, riconosciuto in automatico alle famiglie sotto una determinata soglia Isee. Non serve fare domanda, ma serve avere una dichiarazione Isee valida e aggiornata.

Per approfondire

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