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Fondo pensione, dal 31 ottobre si può ritirare a rate

Due persone anziane camminano in un parco, a richiamare la previdenza complementare

Il fondo pensione si può incassare in più tranche dal 31 ottobre, terza opzione dopo la rendita a termine e i prelievi liberi già attivi dall’1 luglio: l’aggiornamento del rapporto Assogestioni-Censis

Il fondo pensione non si incassa più soltanto come rendita vitalizia. Dal 31 ottobre entra in vigore anche l’erogazione frazionata del capitale, la terza delle nuove modalità di uscita introdotte dalla legge di Bilancio 2026, con un trattamento fiscale diverso dalle altre.

Come si può ritirare il fondo pensione

Le alternative alla rendita vitalizia sono tre. La prima sono i prelievi liberamente determinabili: nessuna periodicità prestabilita, si decide quanto e quando, entro i limiti fissati dalla legge. La seconda è la rendita a durata definita, con pagamenti periodici distribuiti su un arco di tempo commisurato alla speranza di vita.

La terza è l’erogazione frazionata del capitale, che arriva in più pagamenti lungo un periodo scelto dall’aderente e comunque non inferiore a cinque anni. Le prime due sono operative dall’1 luglio 2026, la frazionata entra in vigore il 31 ottobre e porta con sé una fiscalità diversa.

Modalità Come funziona Da quando La preferisce
Prelievi liberamente determinabili Importi e tempi scelti dall’aderente, entro i limiti di legge 1 luglio 2026 49,5%
Rendita a durata definita Pagamenti periodici su un arco commisurato alla speranza di vita 1 luglio 2026 38,7%
Erogazione frazionata del capitale Più pagamenti in un periodo non inferiore a cinque anni 31 ottobre 2026 11,8%

Che cosa preferiscono i lavoratori

La libertà di scegliere piace: l’86,8% dei lavoratori fra i 18 e i 50 anni la considera un passo avanti. Sulla modalità concreta, però, le preferenze si dividono. Il 49,5% opterebbe per i prelievi liberi, il 38,7% per la rendita a durata definita, appena l’11,8% per l’erogazione frazionata.

I numeri arrivano dall’aggiornamento del settimo rapporto Assogestioni-Censis, che ha misurato le reazioni dei lavoratori alle novità della legge di Bilancio 2026.

Una riforma che pochi conoscono

Qui il quadro si complica. Dichiara di conoscere i cambiamenti il 43,8% degli intervistati, e dentro quella quota solo il 9,1% dice di conoscerli bene. Resta un 56,2% che non ne sa nulla, nonostante il balzo di circa 17 punti percentuali rispetto a marzo.

Il 56,2% dei lavoratori dichiara di non conoscere le novità sulla previdenza complementare introdotte dalla legge di Bilancio 2026

La conoscenza cresce fra i più giovani: è informato il 48,6% dei 18-35enni, contro il 35,7% di chi ha fra i 46 e i 50 anni. Sugli strumenti della previdenza complementare in generale la familiarità è più alta, l’87,8%, ma solo il 24% dichiara di conoscerli bene. E il 55% dice di avere fiducia nel secondo pilastro.

«La conoscenza della riforma cresce, ma il vero banco di prova sarà trasformare questo interesse in nuove adesioni – commenta Arianna Immacolato, direttore fisco e previdenza di Assogestioni -. È qui che si misura il valore dell’informazione: non nella semplice conoscenza delle novità normative, ma nella capacità dei lavoratori di comprenderne le implicazioni per il proprio futuro previdenziale».

Perché la scelta pesa

Decidere come incassare non è un dettaglio burocratico: cambia quanto resta in tasca e quando. Le tre opzioni hanno limiti e trattamenti fiscali differenti, e l’erogazione frazionata in particolare segue regole proprie.

Non sorprende quindi che il 76,2% dei lavoratori consideri importante il supporto di un consulente esperto per individuare la formula più adatta, e che il 44,3% guardi anche all’intelligenza artificiale o ad altri strumenti digitali. Fra chi ha cercato informazioni negli ultimi quattro mesi, il 53,9% si è rivolto a siti di informazione generalisti, il 38,3% a siti di banche o assicurazioni, il 30,9% a consulenti finanziari o assicurativi, il 22,3% a fonti istituzionali come la Covip o il ministero del Lavoro. Il 47,2% ha incrociato almeno due fonti.

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