Previdenza Primo piano

Fondo pensione, come si legge il rendimento di un comparto

Sveglia e monete a simboleggiare il tempo e il risparmio previdenziale

Il rendimento di un comparto previdenziale si legge insieme all’orizzonte temporale di chi aderisce, non come un numero isolato da confrontare con quello dell’anno prima

Chi aderisce a un fondo pensione riceve ogni anno un estratto conto con il rendimento del comparto in cui ha versato, e la tentazione è confrontarlo con quello dell’anno precedente o con un comparto vicino. Il numero da solo, però, dice poco: conta insieme a quanti anni mancano prima di ritirare quei soldi.

I comparti tipo, e che cosa comprano davvero

La maggior parte dei fondi pensione italiani offre quattro linee di investimento, distinte dalla quota investita in azioni. Il comparto garantito punta quasi tutto su titoli di Stato e obbligazioni di alta qualità, e in cambio della bassa volatilità offre rendimenti contenuti. Il comparto obbligazionario, chiamato spesso prudente, aggiunge una piccola componente azionaria. Il bilanciato divide il patrimonio in proporzioni più vicine fra azioni e obbligazioni. Il comparto azionario, il più dinamico, concentra la maggior parte delle risorse in titoli azionari e accetta oscillazioni più ampie in cambio di un potenziale di crescita superiore nel lungo periodo.

Perché il rendimento di un solo anno non basta

Un comparto azionario può chiudere un anno in perdita e il successivo con un recupero a doppia cifra, senza che questo dica nulla sulla sua qualità di gestione. Il numero utile non è il rendimento dell’ultimo esercizio, ma quello medio su periodi lunghi, cinque o dieci anni, che attenua l’effetto delle singole annate e mostra come il comparto si comporta lungo un ciclo economico intero, comprese le fasi negative.

L’orizzonte conta più del numero

Un trentenne che verserà contributi per altri tre decenni può permettersi le oscillazioni di un comparto azionario, perché ha il tempo di attraversare più cicli di mercato e di recuperare eventuali cali. Chi si avvicina alla pensione, al contrario, rischia di dover incassare proprio nel momento in cui i mercati attraversano una fase negativa, e per questo tende a spostarsi verso comparti più prudenti man mano che l’uscita si avvicina. Alcuni fondi automatizzano questo passaggio con linee a ciclo di vita, che spostano gradualmente il patrimonio verso il comparto garantito con l’avvicinarsi del pensionamento.

Il termine di paragone giusto

Confrontare il rendimento di un comparto azionario con quello di un comparto garantito porta a conclusioni sbagliate, perché i due hanno profili di rischio non comparabili. Il paragone corretto è con il benchmark dichiarato dal comparto stesso, cioè l’indice o il paniere di indici che la gestione punta a replicare o superare, e con comparti dello stesso profilo offerti da altri fondi.

Conta infine l’indicatore sintetico di costo, che riassume in una percentuale annua quanto la gestione sottrae al montante nel tempo. Su un orizzonte di decenni anche una differenza di costo apparentemente piccola si traduce in una parte non marginale della pensione integrativa finale.

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