Investi News

Flussi Bitcoin, il rialzo resiste ai tassi alti

Bitcoin, i flussi sui prodotti in asset digitali sostengono il rialzo

Sui flussi Bitcoin si sono riversati 639 milioni di dollari in una sola giornata, mentre la Fed alzava i tassi e il decennale americano tornava a sfiorare il 5%

Il rialzo di Bitcoin delle ultime sedute non nasce da una notizia, ma dai soldi che continuano a entrare. Venerdì 18 settembre i prodotti di investimento in asset digitali hanno raccolto 639 milioni di dollari in un solo giorno, e da agosto le whale, i grandi detentori, stanno accumulando senza interruzioni. È questa domanda di fondo, più che un evento specifico, a spiegare il movimento.

Perché i flussi Bitcoin colpiscono proprio adesso

A rendere il dato interessante è il contesto in cui è maturato. Mercoledì la Federal Reserve ha effettuato il primo rialzo dei tassi degli ultimi tre anni. I rendimenti dei Treasury decennali sono tornati vicini al 5% e il dollaro si è rafforzato. Sono condizioni che di norma penalizzano gli asset privi di rendimento, quelli che non pagano né cedole né dividendi e devono quindi competere con un tasso privo di rischio sempre più alto.

Bitcoin ha reagito in modo opposto alle attese. Ha perso terreno alla vigilia della decisione, poi ha recuperato tutto nell’arco di due sedute. Tenuta analoga per oro e argento, mentre le Borse si sono stabilizzate dopo una prima fase di volatilità.

Che cosa dicono i tassi di finanziamento

Un secondo indicatore va nella stessa direzione. I tassi di finanziamento sulle piattaforme centralizzate, i Cefi funding rate, restano stabilmente positivi, soprattutto su Bitcoin. Significa che chi opera sta chiedendo leva finanziaria, non che il mercato è sotto stress: due situazioni che si leggono nello stesso numero ma raccontano storie opposte.

«Con un calendario macroeconomico relativamente scarno di appuntamenti rilevanti questa settimana, ci aspettiamo che siano ancora i flussi a guidare principalmente l’andamento del mercato», spiega James Butterfill, head of research di CoinShares.

Un disaccoppiamento? Troppo presto

La tentazione di leggere in questi giorni un cambio di regime è forte, ma la stessa CoinShares invita alla prudenza. Poche sedute di resilienza non bastano a parlare di un disaccoppiamento strutturale di Bitcoin dall’inasprimento delle condizioni finanziarie.

Resta però un elemento insolito da tenere d’occhio: la capacità di un asset privo di rendimento di assorbire con relativa facilità un tasso privo di rischio vicino al 5%. Secondo Butterfill, dietro il recente rialzo potrebbero esserci anche le preoccupazioni crescenti sulla situazione fiscale degli Stati Uniti, un canale che avvicina Bitcoin al comportamento dei beni rifugio più che a quello degli asset speculativi.

Che cosa tenere a mente

Per chi guarda al comparto da fuori, il messaggio è duplice. Da un lato un mercato guidato dai flussi è un mercato che può invertire la rotta con la stessa rapidità con cui è salito, perché basta che la raccolta si fermi. Dall’altro i funding rate positivi segnalano posizioni a leva, che in caso di correzione tendono ad amplificarla.

L’esposizione a Bitcoin, in altre parole, resta una scelta da satellite del portafoglio, dimensionata su quanto si è disposti a perdere. La tenuta di queste settimane dice che la domanda strutturale c’è, non che il rischio sia diminuito.

Per approfondire

Criptovalute in Borsa, come funzionano Etf ed Etp

Bitcoin in tesoreria, come funzionano le società che accumulano criptovalute

Rally Bitcoin, a comprare sono stati gli short

Commenta

Articoli correlati

Rating Italia, Moody’s trova i conti in ordine

Redazione

Sciopero aerei, quando il rimborso non spetta

Gabriele Petrucciani

Etf spaziale, ora si può investire da Piazza Affari

Gabriele Petrucciani
UA-69141584-2