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Sciopero aerei, quando il rimborso non spetta

Schermi con gli orari dei voli in un terminal aeroportuale

Lo sciopero aerei del 30 settembre ferma per quattro ore i controllori di volo Enav, il 16 ottobre tocca agli equipaggi Easyjet: rimborso e riprotezione restano dovuti, la compensazione da 600 euro quasi mai

Lo sciopero aerei torna due volte in tre settimane. Il 30 settembre si fermano per quattro ore i controllori di volo, il 16 ottobre si ferma per l’intera giornata il personale navigante. Chi ha un biglietto in quelle date ha diritto al rimborso o a un volo alternativo, ma non sempre ai soldi in più previsti dalle regole europee.

Chi si ferma e quando

Il registro degli scioperi del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti fissa il primo stop al 30 settembre, dalle 13 alle 17: si astengono i dipendenti di Enav e di Techno Sky, su proclamazione della Uilt-Uil. Allo sciopero nazionale si sommano le astensioni delle rappresentanze aziendali negli scali di Bologna, Bari, Napoli e Milano Linate, oltre al personale delle sedi romane di via Appia Nuova e della direzione centrale.

Enav gestisce il traffico aereo: quando si fermano i controllori, l’effetto non riguarda una sola compagnia ma tutti i voli in transito negli aeroporti coinvolti.

Il secondo appuntamento è il 16 ottobre, ed è di tutt’altra natura: 24 ore di sciopero del personale navigante di Easyjet Airlines Limited, proclamate da Usb Lavoro Privato. Lo stesso giorno si ferma per l’intera giornata anche il personale di Sicuritalia Ivri all’aeroporto Marco Polo di Venezia, addetto ai controlli di sicurezza.

Quali voli restano garantiti

La legge sui servizi pubblici essenziali impone comunque un minimo di collegamenti. Restano protetti i voli nelle fasce orarie di garanzia e quelli inseriti negli elenchi che Enac pubblica sul proprio sito prima di ogni agitazione: per chi parte in quelle date, il controllo dell’elenco è il primo passo, prima ancora di chiamare la compagnia.

Cosa spetta sempre

Se il volo viene cancellato, il regolamento europeo 261 del 2004 riconosce tre diritti che non dipendono dal motivo della cancellazione. Il primo è la scelta fra il rimborso del biglietto per la tratta non effettuata e l’imbarco su un volo alternativo, subito o in una data successiva. Il secondo è l’assistenza: pasti e bevande proporzionati all’attesa, albergo se serve un pernottamento, trasferimento da e per lo scalo, due telefonate o messaggi. Il terzo è l’informazione.

Le tutele valgono per i voli in partenza da un aeroporto dell’Unione europea, di linea, charter o low cost, e per quelli diretti in Europa da Paesi terzi se operati da una compagnia comunitaria. Serve una prenotazione confermata e la presentazione al check-in nei tempi indicati, al più tardi 45 minuti prima della partenza.

Quando arrivano i 600 euro

È qui che la differenza fra i due scioperi diventa concreta. La compensazione pecuniaria, quella che nelle pubblicità delle società di assistenza compare come «fino a 600 euro», scatta solo in assenza di circostanze eccezionali. Ed Enac elenca esplicitamente gli scioperi fra le circostanze che esonerano la compagnia dal pagamento.

Tratta Distanza Compensazione
Intracomunitaria fino a 1.500 km 250 euro
Intracomunitaria oltre 1.500 km 400 euro
Extracomunitaria fino a 1.500 km 250 euro
Extracomunitaria tra 1.500 e 3.500 km 400 euro
Extracomunitaria oltre 3.500 km 600 euro

La giurisprudenza europea ha però introdotto una distinzione che pesa. Con la sentenza del 23 marzo 2021 nella causa C-28/20, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che uno sciopero indetto dai sindacati del personale della compagnia rientra nella normale gestione dell’impresa e non costituisce circostanza eccezionale.

Tradotto nel calendario di queste settimane: per il 30 settembre, quando si fermano i controllori di volo di un soggetto esterno alle compagnie, la compensazione è difficile da ottenere. Per il 16 ottobre, quando a incrociare le braccia è il personale di Easyjet, la richiesta ha basi più solide.

45 minuti il margine minimo di presentazione al check-in: chi arriva dopo perde anche i diritti che lo sciopero lascerebbe intatti

Come muoversi

Il reclamo va presentato prima alla compagnia aerea. Se la risposta non arriva entro sei settimane o non soddisfa, il passeggero può rivolgersi a Enac, che per i voli in partenza dall’Italia è l’organismo nazionale di controllo. Conviene conservare carta d’imbarco, prenotazione, ricevute di pasti e albergo: senza documentazione, la richiesta di rimborso delle spese di assistenza si ferma sul nascere.

Per approfondire

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