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Spese dopo lo stipendio, un italiano su quattro accelera

Pagamento con carta di pagamento su un terminale pos

Le spese dopo lo stipendio concentrano gli acquisti del 26,2% degli italiani, quota che sale al 32 tra gli under 45: a fine mese crollano libri e hobby e lo scontrino si sposta su cibo e ristoranti

Le spese dopo lo stipendio sono quasi un riflesso condizionato: appena arriva l’accredito, oltre un quarto degli italiani concentra lì il grosso degli acquisti. Poi, con il passare dei giorni, il carrello cambia faccia e si restringe sui beni primari.

Quante sono le spese dopo lo stipendio

Il 26,2 per cento degli italiani fa scattare il grosso delle uscite subito dopo l’accredito. La quota sale al 32 tra gli under 45, e proprio in quella fascia più di uno su quattro ammette di avere difficoltà a gestire le spese impreviste.

I numeri arrivano dall’Osservatorio PayDay Effect di Sumup, che ha analizzato le transazioni digitali in Italia nei primi nove mesi del 2026.

Come cambia il carrello a fine mese

Le priorità si ribaltano con il calendario. Nei giorni successivi allo stipendio prevalgono passioni e tempo libero; nelle ultime settimane quelle voci arretrano e lo scontrino medio si sposta sui beni primari e sulle occasioni di socialità.

Le spese alimentari salgono del 14,7 per cento e la ristorazione del 9,2. Nello stesso periodo i libri scendono del 10,8 per cento e gli hobby dell’11,2.

Voce di spesaVariazione nelle ultime settimane del mese (per cento)
Alimentari+14,7
Ristorazione+9,2
Libri-10,8
Hobby-11,2
Osservatorio PayDay Effect di Sumup, transazioni digitali in Italia nei primi nove mesi del 2026

Il peso delle micro-spese

Sul fronte delle transazioni dominano gli importi piccoli: quasi nove pagamenti digitali su dieci restano stabilmente sotto i 50 euro, e la quota cresce ancora nelle ultime settimane del mese, a scapito degli importi medio-alti.

È una frammentazione che cambia la percezione della spesa. Molti pagamenti di pochi euro pesano quanto un acquisto importante, ma si notano meno, e il conto si fa chiaro solo quando il mese è ormai alle battute finali.

Quasi nove pagamenti digitali su dieci restano sotto i 50 euro, e nelle ultime settimane del mese la quota cresce ancora

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