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Rapporto prezzo/utili, come si capisce se un titolo costa tanto o poco

Barre che rappresentano prezzo e utile di un titolo, per il rapporto prezzo/utili

Il rapporto prezzo/utili è il multiplo che traduce in anni di profitti il prezzo di un’azione e che va letto insieme a crescita, settore e fase del ciclo

Il rapporto prezzo/utili, in inglese price/earnings e in sigla p/e, misura quanto il mercato paga ogni euro di utile di una società. Si ottiene dividendo il prezzo di un’azione per l’utile per azione: un titolo che quota 20 euro e produce due euro di utile ha un p/e pari a dieci.

Come si calcola il rapporto prezzo/utili

Il risultato indica quanti anni di profitti, a parità di utili, servirebbero per ripagare il prezzo pagato. Il suo inverso, cioè l’utile diviso per il prezzo, si chiama rendimento degli utili e nell’esempio è pari al 10 per cento. Lo stesso calcolo si applica a un intero indice, usando la capitalizzazione complessiva e gli utili aggregati delle società che lo compongono.

Utili passati e utili attesi

Il p/e può essere costruito con gli utili degli ultimi 12 mesi, e allora si parla di p/e storico, oppure con le stime degli analisti per i 12 mesi successivi, il p/e prospettico (forward). Per gli indici si usa soprattutto il secondo. Per esempio, il p/e prospettico dell’S&P 500 è sceso nell’ultimo anno da circa 23 a circa 19, perché gli utili attesi sono cresciuti più dei prezzi.

Perché un multiplo alto o basso non basta

Un numero isolato dice poco. I settori hanno multipli strutturalmente diversi: le società tecnologiche, da cui il mercato si aspetta una forte crescita degli utili, trattano di solito a p/e elevati, mentre banche ed energetiche si fermano su valori più bassi. Anche il ciclo altera la lettura. Un’impresa ciclica con utili al massimo mostra un p/e basso proprio quando i profitti stanno per scendere, e con utili depressi accade il contrario. Se l’utile è negativo, il rapporto non si calcola.

Per attenuare queste distorsioni esiste una variante che usa la media degli utili di dieci anni corretti per l’inflazione, nota come Cape o p/e di Shiller (dal nome dell’economista Robert Shiller).

Come si usa nella pratica

Il p/e serve per confrontare uno stesso titolo con la propria storia, con i concorrenti dello stesso settore e con il mercato nel suo insieme. Funziona meglio affiancato ad altri indicatori, come il debito, i margini e la crescita attesa degli utili. Non è uno strumento di timing: un titolo caro può restare tale per anni, e uno economico può diventare ancora più economico.

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