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Bond range accrual, l’8% dipende dal Btp

Il bond range accrual ideato da Websim ed emesso da Goldman Sachs paga fino al 2% a trimestre, ma la cedola matura solo nei giorni in cui il rendimento del Btp decennale resta sotto il 5 per cento

Il bond range accrual presentato il 18 settembre promette una cedola trimestrale fino al 2%, che su base annua vale l’8% lordo. Quel massimo, però, si incassa per intero soltanto se il rendimento del Btp a dieci anni resta dentro una forbice fra lo zero e il 5%, giorno per giorno.

Il titolo (Isin XS2114103539) è stato ideato da Websim, la piattaforma digitale di Intermonte, ed emesso da Goldman Sachs. È denominato in euro, quota a sconto a 95 euro sul mercato EuroTlx di Borsa Italiana e scade nel settembre 2036.

Come funziona il bond range accrual

La cedola trimestrale massima è del 2%, ma non è garantita. Matura in proporzione al numero di giorni in cui, dentro ciascun trimestre, il rendimento del decennale italiano resta nell’intervallo fra lo zero e il 5 per cento.

Su un trimestre da 90 giorni, se il rendimento non esce mai dalla forbice l’investitore incassa 2 euro ogni 100 euro di valore nominale. Se ci resta per 45 giorni su 90, il conteggio si ferma al 50% e la cedola si dimezza a 1 euro. Lo stesso calcolo si ripete a ogni trimestre per tutti i dieci anni.

Se il Btp decennale resta nel range per 45 giorni su 90, la cedola trimestrale si dimezza: 1 euro invece di 2 ogni 100 euro di nominale

Il parametro osservato non è il singolo titolo di Stato, ma l’indice Solactive Btp 10Y Annual Comp. 11am Yield, che ne replica il rendimento.

Quanto rende rispetto al Btp

Il rendimento del decennale italiano viaggia oggi al 4,4 per cento. Nello scenario migliore, quello in cui il range accrual funziona a pieno regime, il bond paga 3,6 punti in più.

Bond range accrual Btp a dieci anni
Rendimento lordo annuo fino all’8% 4,4%
Rendimento netto annuo 5,92% 3,85%
Prezzo 95 euro di mercato
Scadenza settembre 2036 —
Mercato EuroTlx Mot

Al netto della fiscalità il divario si assottiglia, ma resta positivo: 5,92% contro 3,85%, cioè 2,1 punti di differenza.

La barriera superiore è larga. «Una forbice compresa tra lo 0% e il 5% sul rendimento del Btp decennale rappresenta una fascia ampia – osserva Marco Olivi, macro analyst di Websim by Intermonte –, soprattutto considerando che per osservare livelli superiori al 5% è necessario tornare al 2012, agli anni della grande crisi finanziaria».

Il rimborso anticipato resta in mano all’emittente

Dalla fine del primo anno, e poi con cadenza trimestrale, Goldman Sachs può richiamare il titolo restituendo il 100% del valore nominale più l’eventuale cedola maturata nell’ultimo periodo di osservazione.

È una facoltà dell’emittente, non dell’investitore. Se i tassi scendono e il bond si apprezza, la banca ha convenienza a chiudere la partita: chi ha comprato a 95 euro si vede rimborsare 100 euro, ma deve poi cercare altrove un rendimento equivalente, in un mercato nel frattempo diventato più caro.

«La cedola fino all’8% annuo, il range particolarmente ampio sul BTP decennale, la durata di dieci anni e la possibilità di rimborso anticipato rappresentano gli elementi distintivi del prodotto», spiega Michele Fanigliulo, responsabile soluzioni di investimento di Websim by Intermonte.

Che cosa si rischia

Il capitale non è protetto. Il prezzo sul mercato secondario si muove in direzione opposta ai tassi: un rialzo dei rendimenti deprime la quotazione, e per chi vende prima della scadenza la perdita può essere consistente.

C’è poi il rischio emittente. Goldman Sachs ha un rating A2 per Moody’s, BBB+ per S&P e A per Fitch: solido, ma non equivalente a quello di un titolo di Stato.

Resta infine il rischio che la cedola non arrivi mai al massimo, che è poi lo scenario da cui dipende tutta la convenienza del prodotto. Chi arriva al 2036 con il Btp che si comporta come da copione porta a casa 8 punti l’anno. Chi esce prima, o attraversa una fase di stress sui titoli di Stato italiani, può ritrovarsi con parecchio meno.

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