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Etf attivo sulla Cina, il gestore costa lo 0,39%

Skyline della City di Londra, sede del London Stock Exchange

L’Etf attivo sulla Cina di Janus Henderson debutta sul London Stock Exchange con il ticker Jchn: in portafoglio da 100 a 150 società scelte una per una dai gestori

Un Etf attivo sulla Cina in più sul mercato europeo. Janus Henderson ha quotato sul London Stock Exchange il China Equity Active Core Ucits Etf, ticker Jchn, con una commissione annua dello 0,39 per cento.

La differenza rispetto a un Etf tradizionale sta nel motore. Qui non c’è un indice da replicare: il portafoglio lo costruiscono i gestori, che scelgono le società una per una e lo impacchettano nel formato quotato in Borsa.

Che cosa c’è dentro l’Etf attivo sulla Cina

Il paniere conta tra le 100 e le 150 azioni cinesi. La selezione nasce dall’incrocio di tre ingredienti: analisi fondamentale sulle singole società, lettura dei temi di lungo periodo e costruzione quantitativa del portafoglio.

Il risultato, nelle intenzioni della casa anglo-americana, è un fondo diversificato con un controllo del rischio più stretto di quello di una gestione attiva classica. A occuparsene sono Benjamin Wang e Zoey Zhu, affiancati da Victoria Mio, head of Greater China Equities del gruppo.

Quanto costa

La commissione totale annua, il Ter (Total expense ratio), è dello 0,39 per cento. Tradotto: 3,90 euro l’anno ogni mille investiti, prelevati dal valore della quota e non addebitati a parte.

0,39% l’anno
Il costo del nuovo Etf, pari a 3,90 euro ogni mille investiti

A quella cifra vanno sommate le commissioni di negoziazione e le spese di deposito titoli applicate dalla banca o dal broker. Sono voci che cambiano molto da intermediario a intermediario e che su importi piccoli pesano più del Ter.

Perché la Cina adesso

«La Cina ospita un’ampia gamma di società, e questo consente di bilanciare l’esposizione tra aziende posizionate per trarre vantaggio dai temi di crescita strutturale e quelle che offrono valutazioni interessanti – spiega Victoria Mio, head of Greater China Equities di Janus Henderson -. La dispersione dei rendimenti tra le società e i settori cinesi crea opportunità per i gestori attivi».

Il ragionamento è quello classico di chi difende la gestione attiva: più i rendimenti dei singoli titoli si allontanano fra loro, più chi seleziona ha margine per fare meglio dell’indice. Resta un’ipotesi di lavoro, non una garanzia di risultato.

Per approfondire

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