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Debito francese, la pressione può spingere oro e Bitcoin

Il debito francese è salito a circa il 117% del Pil mentre quello tedesco è sceso al 64%: se l’euro si indebolisce può crescere la domanda di riserve di valore non sovrane

di Marc Des Ligneris senior portfolio manager di CoinShares

Il Trattato di Maastricht chiedeva agli Stati membri di tenere il deficit pubblico annuo sotto il 3% del Pil e il debito entro il 60 per cento. La crisi finanziaria globale ha cambiato profondamente quel quadro. Nel 2012, nel pieno della crisi dell’Eurozona, Francia e Germania avevano livelli di debito sostanzialmente analoghi, intorno al 90% del Pil. Da allora le traiettorie hanno iniziato a divergere.

Perché il debito francese pesa più di altri

Marc Des Ligneris, senior portfolio manager di CoinShares
Marc Des Ligneris, senior portfolio manager di CoinShares

La Germania si è progressivamente riavvicinata ai parametri di Maastricht e oggi ha un debito pubblico pari a circa il 64% del Pil. Quello francese ha continuato a crescere, fino a circa il 117 per cento. Un aumento maturato, per di più, in una fase di tassi di interesse eccezionalmente bassi.

Proprio per questo l’attuale rialzo dei tassi a lungo termine è un elemento delicato per la Francia. Man mano che il debito in essere verrà rifinanziato a rendimenti più alti, il costo del servizio è destinato ad aumentare in misura significativa. Gli sviluppi politici recenti suggeriscono che la portata della sfida fiscale non sia ancora pienamente riflessa nel dibattito pubblico.

Lo spread che torna a muoversi

Alcuni candidati hanno prospettato la possibilità di cancellare o ristrutturare una parte del debito pubblico, riprendendo argomentazioni già emerse in Grecia prima del piano di salvataggio e dell’intervento del Fondo monetario internazionale. In questo contesto lo spread tra i rendimenti dei titoli di Stato francesi e tedeschi ha iniziato ad ampliarsi in modo significativo.

È interessante osservare come pressioni della stessa intensità non siano emerse in alcuni dei Paesi che durante la crisi dell’euro erano considerati tra gli anelli più deboli dell’area, come la Spagna. La situazione francese solleva quindi interrogativi più ampi per l’intera Eurozona, visto che la Francia è una delle maggiori economie del blocco.

Nel 2012 Francia e Germania avevano un debito analogo, intorno al 90% del Pil. Oggi la distanza è di oltre 50 punti

Che cosa può spingere oro e Bitcoin

Guardando avanti, non si possono escludere ulteriori pressioni sull’euro. Potrebbero tradursi in un deprezzamento della valuta, deliberato o determinato dalle dinamiche di mercato, e quindi in nuove spinte inflazionistiche. In uno scenario di questo tipo la domanda di riserve di valore non sovrane, come l’oro e Bitcoin, potrebbe aumentare.

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