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Outlook di fine anno, il rialzo si allarga oltre l’IA

Palazzo storico del quartiere finanziario di Zurigo

L’outlook di fine anno di Julius Baer vede utili e performance distribuirsi su più settori e aree geografiche, con la duration che torna interessante sulle scadenze tra 5 e 10 anni

di Christian Gattiker, head of research di Julius Baer

L’outlook di fine anno resta costruttivo, ma cambia il motore. Gli investimenti in semiconduttori, data center, infrastrutture energetiche ed elettrificazione continuano a sostenere il ciclo. La novità è che utili, investimenti e performance di mercato stanno diventando più diffusi tra settori e aree geografiche.

Che cosa dice l’outlook di fine anno

Il rischio principale sarebbe un rallentamento brusco della spesa in intelligenza artificiale. Il rischio di recessione, invece, appare basso e lontano.

La domanda che il mercato si pone sta cambiando: non più chi investe di più nell’IA, ma chi riesce a trasformarla in ricavi e produttività. È il passaggio alla fase della monetizzazione, e sposta l’attenzione dai budget di spesa ai conti economici.

Inflazione e tassi verso un nuovo equilibrio

Reshoring, spesa per la difesa e frammentazione geopolitica mantengono pressione sui prezzi. La produttività legata all’Ia può compensarle nel tempo.

Il punto di arrivo, però, non è un ritorno ai livelli ultra bassi del passato: inflazione e tassi restano strutturalmente più elevati rispetto al decennio precedente la pandemia, ma più stabili.

Sul fronte valutario la riduzione del vantaggio di rendimento del dollaro dovrebbe favorire il cambio euro/dollaro. Restano interessanti alcune divise ad alto carry, mentre la lettura sul franco svizzero resta debole in un contesto di tassi molto bassi.

Obbligazioni, torna interessante la duration

La preferenza va alle obbligazioni investment grade con scadenze comprese tra 5 e 10 anni. I rendimenti reali sono interessanti e gran parte del rischio di ulteriori rialzi sembra già incorporata nei prezzi.

I Tips restano un complemento utile nel caso in cui l’inflazione si dimostri più persistente del previsto. Sul credito emergente la scelta è selettiva, soprattutto sulle emissioni societarie in valuta forte.

Azionario, la partecipazione si allarga

Dopo un primo semestre dominato da pochi titoli legati all’Ia, la partecipazione al rialzo si sta ampliando. Negli Stati Uniti la crescita degli utili attesa per la società mediana dell’S&P 500 nel 2026 è intorno al 16%, mentre in Europa è in corso uno dei cicli di revisione degli utili più forti degli ultimi anni.

Le valutazioni, tuttavia, restano legate in misura significativa agli utili generati dall’Ia. Il margine di errore è stretto.

Nella selezione settoriale, negli Stati Uniti i semiconduttori e il software selezionato sono preferiti all’hardware, mentre nell’healthcare l’interesse si concentra su biotech e medtech. In Europa pesano i finanziari e i ciclici legati agli investimenti: componentistica auto, costruzioni, materiali e chimica. Tra i periferici Italia e Spagna sono nelle preferenze, la Svizzera funziona da elemento di diversificazione. In Asia la scelta cade su Giappone e Singapore, mentre Cina e India restano opportunità di più lungo periodo.

Oro e mercati privati

Sull’oro la posizione resta costruttiva. Domanda delle banche centrali, incertezza geopolitica ed elevati livelli di debito pubblico restano supporti strutturali. Più cauta, invece, la lettura sull’argento.

Nei mercati privati la selettività è decisiva. Nel private equity la preferenza va alle strategie orientate alla creazione di valore, nel private debt alla qualità del credito più che al rendimento assoluto. Le infrastrutture restano il capitolo più interessante, per elettrificazione, digitalizzazione, domanda energetica dell’Ia e transizione energetica. Gli hedge fund multi-strategy, infine, servono a diversificare il rischio azionario e obbligazionario.

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