Obbligazioni

Credito distressed, il valore di un’obbligazione quando l’emittente è in difficoltà

Linea di prezzo in discesa e anelli di catena spezzati, per il credito distressed

Il credito distressed comprende le obbligazioni di imprese vicine all’insolvenza o in ristrutturazione, dove contano il valore recuperabile e i tempi per ottenerlo più del rendimento esposto

Il credito distressed è l’insieme dei titoli di debito emessi da imprese, o da Stati, che faticano a rimborsare e il cui prezzo è sceso molto sotto il valore nominale. Un’obbligazione da 100 euro che quota 40 incorpora la possibilità che l’emittente non paghi o debba ristrutturare il debito.

Perché il credito distressed si scambia a sconto

Quando i mercati temono un’insolvenza, il prezzo delle obbligazioni si riduce in fretta e il rendimento implicito sale a livelli a doppia cifra. La causa può essere un problema di liquidità, un debito difficile da rifinanziare oppure una crisi che coinvolge il Paese in cui l’impresa opera. Il calo di prezzo non dice però quanto valore economico l’azienda abbia perso davvero: può conservare impianti, ricavi e capacità di generare cassa.

Un rischio vicino a quello azionario

Per volatilità e potenziale perdita il segmento distressed è paragonabile all’azionario. La differenza è nella posizione del creditore. In caso di ristrutturazione o liquidazione l’obbligazionista ha diritto a un rimborso prima degli azionisti, in base alla seniority del titolo (il grado di priorità nel rimborso) e alle garanzie disponibili. Non c’è però alcuna certezza di recuperare l’intero importo.

Il recovery value, la stima che conta

Il recovery value è la quota di valore che si può realisticamente recuperare in caso di ristrutturazione o insolvenza. Per stimarlo servono quattro risposte. Il business: i prodotti o i servizi hanno una domanda durevole? La governance: il management è in grado di gestire la crisi? Gli asset: stabilimenti, infrastrutture e concessioni valgono sul mercato quanto in bilancio, tenendo conto di costi di dismissione, vincoli legali e tempi di vendita? La struttura del capitale: quali debiti sono garantiti, quali subordinati e quale società del gruppo è davvero debitrice?

Un esempio numerico. Un’obbligazione con valore nominale di 100 euro viene acquistata a 40. Se la ristrutturazione restituisce 60, il guadagno è di 20 su 40, cioè il 50 per cento, ma dopo anni di attesa. Se restituisce 25, la perdita è di 15 su 40, pari al 37,5 per cento.

Che cosa succede in una ristrutturazione

Le scadenze possono essere prorogate, le cedole ridotte o sospese, il valore nominale tagliato. In altri casi i creditori ricevono nuovi titoli o azioni in cambio dei vecchi. Pesano anche i tempi, che in un’insolvenza si misurano spesso in anni, e il costo di una procedura lunga.

Difficoltà finanziaria o crisi del modello di business

Un’impresa con attività valide e prospettive operative credibili può attraversare una fase di tensione che richiede una ristrutturazione del debito. Un’azienda che non genera più cassa, o i cui asset hanno perso valore in modo strutturale, ha un problema molto più profondo. I rating, che reagiscono con ritardo, aiutano poco a distinguere i due casi.

Come ci si arriva

Il mercato è frequentato soprattutto da investitori professionali e da fondi specializzati, che valutano un emittente alla volta e simulano più scenari di recupero. Nei mercati emergenti si aggiunge il rischio Paese. Comprare ciò che è sceso di più non è una strategia: conta capire quando il prezzo incorpora uno scenario peggiore di quello che i fondamentali rendono plausibile.

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