Borsa e investimenti

Ipo, come una società arriva in Borsa e perché il prezzo di collocamento non è quello del primo giorno

Operatore di Borsa ripreso di spalle davanti agli schermi

L’Ipo è l’offerta con cui una società arriva in Borsa e il prezzo di collocamento non coincide con quello del primo giorno di scambi

Quando una società decide di quotarsi, mette sul mercato una parte delle sue azioni. Questa operazione si chiama Ipo, sigla dell’inglese Initial public offering (Offerta pubblica iniziale). Il prezzo a cui si compra in fase di offerta non è quello che si vedrà sul listino il primo giorno di negoziazione.

Le tappe dell’Ipo

La società sceglie uno o più intermediari, detti global coordinator, che organizzano il collocamento. Poi pubblica il prospetto informativo, il documento approvato dalla Consob con conti, rischi e obiettivi. Le azioni vengono offerte prima agli investitori istituzionali, come fondi e assicurazioni, e poi al pubblico dei risparmiatori.

Come si forma il prezzo

Il prezzo nasce da un processo chiamato bookbuilding, cioè la raccolta delle richieste degli investitori. All’inizio viene indicata una forbice, per esempio da 8 a 10 euro per azione. Se le richieste superano l’offerta, il prezzo si fissa verso l’alto della forbice, se sono scarse verso il basso. In casi limite l’operazione viene rinviata.

Vendita di azioni o aumento di capitale

Nell’offerta possono esserci azioni già esistenti, vendute dai soci, oppure azioni nuove. Nel primo caso il denaro va ai venditori, nel secondo entra nella società. Il prospetto spiega la proporzione, e il dato è importante per capire a che cosa serviranno i soldi raccolti.

Un esempio con numeri
Chi sottoscrive 500 azioni a 10 euro investe 5.000 euro. Se il primo giorno il titolo chiude a 11 euro, il valore sale a 5.500 euro. Se chiude a 9 euro, scende a 4.500 euro. Il prezzo di collocamento è quindi solo il punto di partenza.

Che cosa guardare nel prospetto dell’Ipo

Il flottante indica la quota di azioni davvero scambiabile in Borsa: se è bassa, il titolo può essere più volatile. Conta poi il lock-up, l’impegno dei soci principali a non vendere per un certo periodo. Alla sua scadenza possono arrivare sul mercato molte azioni nuove, con possibili effetti sul prezzo.

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