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Fondi Target Maturity, su Fundstore scadenze dal 2029 al 2032

I fondi Target Maturity entrano nel catalogo online di Fundstore con prodotti di sei case di gestione internazionali, date obiettivo fra il 2029 e il 2032 e la possibilità di chiedere il rimborso prima della scadenza

Chi vuole legare un investimento a una data precisa ha una vetrina in più. I fondi Target Maturity arrivano nel catalogo di Fundstore, il marketplace di fondi del gruppo bancario Ifigest, che li ha raccolti in una sezione dedicata della piattaforma, consultabile e sottoscrivibile online.

Che cosa sono i fondi Target Maturity

Funzionano come un’obbligazione, ma un’obbligazione non sono. Nascono con una data obiettivo fissata in partenza, generano flussi cedolari e prevedono un rimborso, con una differenza sostanziale: il denaro non finisce su un singolo titolo, bensì su un paniere diversificato per emittenti, settori e classi di rischio, secondo la politica del singolo prodotto.

La distanza da un fondo obbligazionario tradizionale sta nella costruzione del portafoglio. In un fondo classico i titoli in scadenza vengono rinnovati e l’orizzonte resta aperto. In un Target Maturity la selezione parte dalle scadenze e dai profili di liquidità coerenti con la data obiettivo. Resta comunque la possibilità, tipica dei fondi aperti, di chiedere il rimborso delle quote prima del traguardo.

Quali scadenze si trovano in catalogo

Al lancio la vetrina raccoglie prodotti di sei case di gestione internazionali, con date obiettivo distribuite fra il 2029 e il 2032 e profili di rischio e rendimento differenti. L’investitore sceglie quindi fin dall’ingresso l’orizzonte che gli serve: un acquisto programmato, un’integrazione pensionistica, una liquidità attesa fra qualche anno.

Sei case di gestione, quattro date obiettivo possibili: dal 2029 al 2032

In che cosa si differenziano dai Btp

Il paragone più immediato è con i titoli di Stato, e il gestore lo fa per primo.

«Quella della scadenza definita è una logica vicina a quella dei Btp, ma con una differenza sostanziale: l’investimento non è concentrato su un solo emittente, bensì distribuito tra più obbligazioni e affidato a un gestore professionale – spiega Edoardo Bizzarri, head of business development di Fundstore -. In questo modo si può accedere a un universo di investimento più ampio e ricercare un rendimento potenzialmente superiore».

Il rovescio della medaglia esiste e va detto. Il rischio si sposta dall’emittente sovrano a un insieme di emittenti privati, e il fondo porta con sé una commissione di gestione che il singolo titolo acquistato in autonomia non ha. La diversificazione si paga.

Che cosa succede alla data obiettivo

Al traguardo le quote vengono rimborsate al sottoscrittore oppure, a seconda dell’approccio del singolo fondo, reinvestite in un’altra soluzione. Nel frattempo la selezione dei titoli e il controllo sulla solidità degli emittenti restano in capo ai team di gestione, che possono intervenire sul portafoglio se cambiano le condizioni di mercato o il merito creditizio.

Quanto pesa il segmento

Il filone non è di nicchia. Secondo Assogestioni, nel 2025 i prodotti a scadenza hanno raccolto circa 22 miliardi di euro, su una raccolta netta complessiva del risparmio gestito di circa 38 miliardi. Pesano quasi sei decimi del totale.

A spingerli è la combinazione di orizzonte prefissato, flussi pianificabili e maggiore visibilità sul rendimento atteso già al momento della sottoscrizione. Elementi che contano parecchio quando i mercati si muovono in modo disordinato.

Per Fundstore è il terzo ampliamento in poco più di un anno: a fine 2025 era arrivata l’apertura ai mercati privati con gli Eltif (European long term investment fund), a metà 2026 l’inserimento dei fondi Step-In.

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