Pubblicati ogni primo venerdì del mese alle 14:30 italiane dal Bureau of Labor Statistics, i Non-Farm Payrolls misurano quanti posti di lavoro sono stati creati o persi negli Stati Uniti nel mese appena concluso, esclusa l’agricoltura.
Perché «non agricolo»
L’esclusione non è un capriccio statistico. Il lavoro agricolo è fortemente stagionale: semina, raccolto, pause invernali. Includerlo significherebbe avere un dato che oscilla per ragioni climatiche invece che economiche. Fuori restano anche i dipendenti pubblici in senso stretto, i lavoratori domestici e i non profit.
Quel che resta è il cuore dell’economia privata americana: manifattura, costruzioni, commercio, servizi, sanità, tecnologia. Circa l’80% della forza lavoro che produce il PilIl Pil, o prodotto interno lordo, misura il valore complessi... Leggi statunitense.
Il paradosso del «cattiva notizia, buona notizia»
Esce un dato debole sull’occupazione e le Borse salgono. Sembra assurdo, ma la catena logica è lineare. Meno assunzioni significano un’economia che rallenta, che a sua volta genera meno pressione sui salari e quindi meno inflazioneL’inflazione è l’aumento generalizzato e duraturo dei p... Leggi. Con meno inflazioneL’inflazione è l’aumento generalizzato e duraturo dei p... Leggi la Federal Reserve ha lo spazio per abbassare i tassi di interesse. E tassi più bassi rendono più conveniente il credito per le imprese e meno attraenti le obbligazioni rispetto alle azioni. Il mercato, dunuque, non festeggia i disoccupati, semplicemente sconta il taglio dei tassi che quel dato rende più probabile. È la logica che gli operatori chiamano bad news is good news, e funziona finché il rallentamento resta ordinato. Quando i numeri peggiorano al punto da far temere una recessione vera, il meccanismo si rovescia e le Borse scendono insieme all’occupazione.