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Bollo auto, l’esenzione 2027 vale un veicolo a testa

Bollo auto, esenzione 2027 e accise sul gasolio

Il bollo auto salta nel 2027 su un veicolo per proprietario, se a benzina, gasolio o ibrido e con potenza non superiore a 80 kW: il risparmio medio stimato è di 163,50 euro

Il bollo auto non si paga nel 2027, ma solo su un veicolo per proprietario. L’esenzione è stata approvata dal Consiglio dei ministri il 16 settembre e riguarda le autovetture a benzina o gasolio, anche a trazione ibrida, con potenza non superiore a 80 kW. Secondo l’analisi di Facile.it e Pratiche Auto Online il risparmio medio vale 163,50 euro.

Lo stesso decreto, però, taglia lo sconto sull’accisa del gasolio. Il conto finale, per chi guida un diesel, rischia di essere molto meno favorevole di quanto sembri a prima vista.

Chi non paga il bollo auto nel 2027

L’esenzione spetta alle persone fisiche proprietarie di un’autovettura e ai soggetti passivi del tributo, quindi anche a chi usa il veicolo in leasing o a noleggio. Il limite tecnico è uno solo: potenza non superiore a 80 kW, pari a circa 109 cavalli. Il dato si legge sulla carta di circolazione.

Chi possiede più veicoli che rispettano il requisito non può cumulare il beneficio: l’esenzione si applica automaticamente a quello di potenza minore. Chi invece non ha nessuna auto sotto la soglia può usare l’agevolazione su un motociclo o un ciclomotore.

Nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome la misura si applica solo previo accordo con l’amministrazione titolare del tributo. Alle regioni andrà un trasferimento compensativo del gettito perso.

L’esenzione vale solo per il 2027. Il governo ha annunciato l’intenzione di arrivare all’abolizione a regime con la prossima legge di bilancio, ma per ora è un impegno politico, non una norma

Quanto si risparmia

I 163,50 euro indicati da Facile.it sono l’importo medio del bollo 2026 per le vetture sotto gli 80 kW. Il conto reale cambia da regione a regione, perché la tassa è regionale, e cresce con la potenza del veicolo.

Sul totale, il Codacons stima un beneficio per la collettività intorno ai 2,04 miliardi di euro all’anno, partendo da un bollo medio nazionale di 140,8 euro a veicolo e dalla platea di 14,5 milioni di mezzi indicata dall’esecutivo.

Il conto da pagare sul gasolio

Il rovescio della medaglia arriva alla pompa. Lo stesso decreto riduce in via temporanea l’accisa sul gasolio, ma a livelli più bassi di quelli in vigore fino al 17 settembre.

Periodo Sconto sull’accisa del gasolio Effetto su un pieno
Fino al 17 settembre 17 centesimi al litro riferimento
Dal 18 al 25 settembre 12,2 centesimi al litro +2,40 euro
Dal 26 settembre al 5 ottobre 6,1 centesimi al litro +5,45 euro

Fonte: decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri del 16 settembre 2026; stime sul pieno a cura del Codacons

Gli sconti indicati dal governo comprendono il corrispondente effetto sull’Iva. Nella prima fase il beneficio si estende anche ai gasoli paraffinici e al biodiesel immessi in consumo come carburanti, ed è prorogato il sostegno all’autotrasporto.

Il Codacons calcola che dal 26 settembre, con i listini in rialzo, il gasolio possa superare la soglia dei 2,5 euro al litro al self in autostrada. Facile.it stima invece in 94 euro l’anno l’impatto complessivo della riduzione dello sconto sui proprietari degli oltre 16,4 milioni di auto diesel in circolazione: quasi il 60% del vantaggio ottenuto con il bollo.

Che cosa non torna

Resta un punto aperto sui numeri. Il governo indica in 14,5 milioni i veicoli interessati, pari a circa il 70% del parco circolante. Ma in Italia circolano quasi 41,2 milioni di autovetture e 7,9 milioni di motocicli, ricorda il Codacons: applicando quella percentuale si arriverebbe a una platea ben più ampia.

L’associazione ha chiesto chiarimenti all’esecutivo sulla platea reale. Finché non arrivano, l’unico modo per capire se il proprio veicolo rientra resta il controllo della potenza sulla carta di circolazione.

Un effetto collaterale è già stato messo in conto. Se l’esenzione diventasse strutturale, osserva ancora il Codacons, una quota crescente di automobilisti potrebbe orientarsi verso vetture più piccole, sotto gli 80 kW, proprio per restare dentro l’agevolazione.

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