Pillole di economia

Forward guidance, la banca centrale annuncia le mosse future

Fed

La forward guidance è lo strumento con cui una banca centrale prova a governare i mercati parlando, prima ancora di agire. È l’annuncio con cui una banca centrale comunica in anticipo che intenzioni ha sui tassi di interesse. Non è una previsione né una cortesia informativa: è uno strumento di politica monetaria a tutti gli effetti, e funziona perché i mercati si muovono sulle aspettative prima ancora che sui fatti.

A cosa serve dire prima cosa si farà

Una banca centrale controlla direttamente solo i tassi a brevissimo termine. Ma il mutuo che paghi e il rendimento del Btp decennale dipendono dai tassi attesi nei prossimi anni, non da quello di oggi.

Se la banca centrale riesce a convincere i mercati che i tassi resteranno bassi a lungo, i rendimenti a lunga scadenza scendono subito, senza che nessuno abbia toccato nulla. È politica monetaria fatta con le parole, ed è particolarmente utile quando i tassi sono già vicini allo zero e non c’è più margine per tagliarli.

Le due forme della forward guidance

L’indicazione può essere legata al calendario oppure alle condizioni economiche. Nel primo caso suona come «i tassi resteranno a questo livello almeno fino alla metà dell’anno prossimo». Nel secondo diventa «non alzeremo i tassi finché l’inflazione non sarà stabilmente sopra il 2%».

La versione condizionale è più flessibile ma anche più difficile da leggere, perché sposta l’attenzione sui dati e obbliga il mercato a fare i conti da solo. La versione a calendario è più chiara e per questo più rischiosa: se la realtà cambia, la banca centrale deve rimangiarsi la parola.

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