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Mutuo a tasso fisso o variabile, da cosa dipende davvero la rata

Grafico con linea del tasso fisso costante e linea del variabile in salita sopra una casa

Nel fisso la rata è decisa alla firma e non cambia. Nel variabile segue l’Euribor e può salire o scendere a ogni adeguamento

Chi sceglie un mutuo a tasso fisso o variabile decide in realtà quanto rischio di tasso vuole tenere in casa. La rata, infatti, nasce da tre ingredienti: un parametro di mercato, il margine della banca e la durata del finanziamento.

Come si forma il tasso

Nel mutuo a tasso fisso il parametro di riferimento è l’Irs (Interest rate swap), il tasso che il mercato applica agli scambi di interessi a lungo termine. Nel variabile è l’Euribor, il tasso interbancario a uno, tre o sei mesi, che viene aggiornato a ogni scadenza. A questo valore la banca somma lo spread, il proprio margine, che resta di norma costante per tutta la vita del mutuo.

La differenza è semplice. Nel fisso la rata è decisa alla firma e non cambia. Nel variabile segue l’Euribor e può salire o scendere a ogni adeguamento.

Quanto pesa un punto di tasso

Un esempio con numeriUn mutuo da 150mila euro in 25 anni costa circa 711 euro al mese con un tasso del 3 per cento. Con il 4 per cento la rata sale a 792 euro, con il 5 per cento a 877. Un punto in più vale quindi circa 80 euro al mese, più di 24mila euro in totale sull’intera durata.

Per questo, a parità di importo, la durata e il tasso contano più di quanto sembri. Allungare il mutuo abbassa la rata ma aumenta gli interessi pagati.

Vantaggi e rischi delle due formule

Il tasso fisso protegge dagli aumenti e permette di pianificare il bilancio familiare. In cambio parte spesso da un livello più alto del variabile e non beneficia dei ribassi, a meno di rinegoziare.

Il variabile può costare meno all’inizio e scende quando calano i tassi. Il rischio è che la rata cresca in modo rapido se l’Euribor sale, come è accaduto tra il 2022 e il 2023. Chi ha un bilancio stretto dovrebbe verificare se potrebbe sostenere una rata più alta.

Le formule intermedie

Esistono soluzioni a metà strada. Il variabile con cap (tetto massimo) fissa un limite oltre il quale il tasso non può salire, con un costo iniziale più alto. Il mutuo misto permette di passare dal fisso al variabile, o viceversa, in date stabilite dal contratto.

Surroga e Taeg: come confrontare le offerte

Per paragonare due proposte non basta guardare il Tan, cioè il tasso nominale. Conta il Taeg, il tasso annuo effettivo globale, che include anche istruttoria, assicurazioni obbligatorie e altre spese. Le banche sono tenute a consegnare un prospetto standard, il Pies, con tutte le condizioni.

Se il mutuo è già in corso, la surroga consente di trasferirlo a un’altra banca senza costi per il richiedente, mantenendo capitale residuo e durata. Può convenire quando i tassi di mercato sono scesi rispetto alla firma.

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