Credito e prestiti

Cartolarizzazione, come un pacchetto di prestiti diventa un’obbligazione

Come un pacchetto di prestiti concessi a migliaia di debitori diversi si trasforma in un titolo che si può comprare e vendere sul mercato, e perché l’operazione riguarda tanto le banche quanto i risparmiatori

Una banca o una finanziaria che ha in bilancio migliaia di prestiti concessi a clienti diversi può decidere di venderli in blocco, incassando subito la liquidità che altrimenti recupererebbe negli anni attraverso le rate. È il punto di partenza della cartolarizzazione.

Come funziona il meccanismo

La cartolarizzazione consiste nel raggruppare un insieme di crediti, per esempio mutui, prestiti al consumo o crediti concessi contro un pegno, e cederli a una società costituita apposta per l’operazione, chiamata società veicolo. Quella società si finanzia emettendo obbligazioni sul mercato, garantite dai flussi di cassa che arriveranno dal rimborso dei crediti sottostanti. Chi compra quelle obbligazioni, in sostanza, presta denaro alla società veicolo e viene ripagato mano a mano che i debitori originari restituiscono le rate dei loro prestiti.

Le tranche e il rischio

Le obbligazioni emesse in una cartolarizzazione sono quasi sempre divise in più classi, dette tranche, con un ordine di priorità nei rimborsi. La tranche senior viene rimborsata per prima e ha quindi il rischio più basso, insieme al rendimento più contenuto; le tranche successive, mezzanine e junior, assorbono per prime eventuali perdite dovute a debitori che non restituiscono il prestito, in cambio di un rendimento più alto.

Perché conviene a chi cede i crediti

Per la banca o la finanziaria che cede il portafoglio, la cartolarizzazione libera capitale regolamentare, cioè le risorse proprie che un istituto deve accantonare a fronte dei rischi in bilancio, e permette di continuare a erogare nuovo credito senza attendere il rimborso naturale dei prestiti già concessi. È un meccanismo che riguarda anche operatori diversi dalle banche tradizionali, come le società specializzate nel credito su pegno, che possono così finanziare la propria crescita.

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Enzo Facchi
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