Obbligazioni

Cat bond, come le catastrofi naturali diventano un’obbligazione

Illustrazione di un uragano su una casa accanto a un certificato obbligazionario

Un cat bond è un’obbligazione che paga una cedola alta ma perde in tutto o in parte il capitale se si verifica una catastrofe naturale prevista dal contratto

Un cat bond è un’obbligazione il cui rimborso dipende da un evento naturale, come un uragano o un terremoto. Chi la sottoscrive incassa cedole più alte della media, ma rischia di perdere tutto o parte del capitale se la catastrofe si verifica.

Come nasce un cat bond

Cat bond è l’abbreviazione di catastrophe bond, obbligazione catastrofale. A emetterlo, di solito, è una compagnia di assicurazione o di riassicurazione che vuole trasferire ai mercati una parte dei rischi che altrimenti terrebbe in bilancio. L’operazione non passa direttamente dall’assicuratore ma da una società veicolo (special purpose vehicle, società creata apposta per l’operazione), che raccoglie il denaro degli investitori.

Quel denaro viene investito in titoli molto sicuri, per esempio titoli di Stato a breve scadenza, e resta accantonato come garanzia. Intanto l’assicuratore versa alla società veicolo un premio, in cambio della copertura. La cedola riconosciuta agli investitori è la somma di due componenti: il rendimento dei titoli sicuri e il premio assicurativo.

Quando il capitale è a rischio

Il contratto stabilisce un evento scatenante, detto trigger. Se si verifica, il denaro accantonato serve a risarcire l’assicuratore e gli investitori perdono in tutto o in parte il capitale. Se non si verifica entro la scadenza, che di solito è di pochi anni, il capitale viene restituito insieme alle cedole.

I trigger sono di tre tipi principali. Quello indennitario scatta quando le perdite effettive dell’assicuratore superano una soglia. Quello parametrico dipende da una misura oggettiva, come la magnitudo di un terremoto o la pressione al centro di un uragano. Quello a indice di settore guarda alle perdite complessive dell’industria assicurativa in una determinata area.

Un esempio con numeri
Si ipotizzi un cat bond con cedola annua del 9 per cento, composta per circa il 4 per cento dal rendimento dei titoli sicuri e per il 5 per cento dal premio assicurativo. Su 10.000 euro investiti l’incasso annuo è di 900 euro. Se l’evento scatta e il rimborso viene dimezzato, il capitale scende a 5.000 euro e le cedole successive si fermano. Sono cifre di fantasia, utili solo a mostrare lo squilibrio tra il guadagno annuo e la possibile perdita.

Perché il rendimento non dipende dai tassi

Il rischio di un cat bond riguarda la meteorologia e la geologia, non l’andamento dell’economia. Un uragano in Florida non dipende dalle decisioni della Fed (Federal Reserve, la banca centrale americana) né dagli utili delle società quotate. Per questo i gestori considerano questi titoli poco correlati ad azioni e obbligazioni tradizionali, cioè capaci di muoversi in modo indipendente dai mercati.

La cedola, inoltre, è spesso a tasso variabile: segue un tasso di riferimento a cui si somma il premio. Il prezzo del titolo risente così meno delle oscillazioni dei rendimenti rispetto a un’obbligazione a tasso fisso di pari durata.

I rischi da conoscere

Il primo è la perdita del capitale, che può essere totale. Il secondo è la complessità: la probabilità di un evento viene stimata da modelli statistici di società specializzate e un risparmiatore non ha modo di verificarla. Pesa poi la liquidità, perché questi titoli si scambiano poco e il prezzo può muoversi con ampiezza dopo un evento grave. Conta anche la concentrazione geografica: molte emissioni riguardano gli stessi territori, come la costa atlantica degli Stati Uniti, la California o il Giappone.

Come ci si investe

I cat bond nascono per gli investitori istituzionali. I risparmiatori vi accedono di norma tramite fondi specializzati in titoli legati al rischio assicurativo, indicati con la sigla Ils (insurance-linked securities). In questo caso al rischio dei titoli si aggiungono i costi di gestione, da confrontare con il rendimento atteso.

Torna a «Fondi a scadenza, come funziona un obbligazionario con una data di rimborso prefissata»

Commenta

Articoli correlati

Fondi a scadenza, come funziona un obbligazionario con una data di rimborso prefissata

Gabriele Petrucciani

Btp Valore Insieme, cos’è la doppia emissione di ottobre e come funziona

Gabriele Petrucciani

Perché quando salgono i rendimenti scendono i prezzi delle obbligazioni

Enzo Facchi
UA-69141584-2